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ESCURSIONI TREKKING

Le Isole Eolie non sono solo mare come molti potrebbero pensare ma offrono agli amanti del trekking numerosi percorsi immersi nella macchia mediterranea, paesaggi dalle svariate sfumature, il bianco delle montagne di Pomice, il rosa e il giallo delle Cave di caolino, il nero delle colate di Ossidiana, il fuoco dei vulcani.  Sono ricche di flora e fauna, diverse specie endemiche  in questi luoghi hanno trovato il loro habitat naturale. L'arcipelago conserva ben 7000 anni di storia e i numerosi villaggi preistorici ancora presenti  insieme alla bellezza indiscutibile della natura regaleranno agli appassionati di una vacanza attiva un viaggio indimenticabile.

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TREKKING STROMBOLI

La scalata ai crateri di Stromboli è una delle esperienze più emozionanti che potrete fare nella vostra vita. Lo Stromboli è uno dei vulcani più attivi al mondo. Monitorato 24 ore su 24, attivo da più di 2500 anni, offre a coloro che hanno la fortuna di giungere alla sua sommità uno spettacolo  coinvolgente ed emozionante, la natura primordiale che si manifesta davanti ai vostri occhi.

Si impiegano circa 3 ore per la salita, e 2 ore per la discesa, Il tempo di permanenza sulla sua sommità dipende dall'attività del vulcano e può variare dai 15 minuti fino ad un massimo di 45 minuti. 

E'obbligatorio salire accompagnati da una guida autorizzata.

A causa di sentieri ripidi e temperature elevate nei mesi estivi, bisogna essere in buona forma fisica e avere fiato. Si sconsiglia la salita a persone con problemi asmatici, cardiopatici, a chi soffre di vertigini, a chi ha problemi ai legamenti, alle ginocchia e alla schiena.

E possibile fare l'escursione sia pernottando a Lipari,abbiamo infatti un servizio barca che vi riporterà sull'isola al rientro, sia pernottando a Stromboli.

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TREKKING VULCANO

La Fossa di Vulcano è stata teatro dell’ultima eruzione della storia dell’isola, avvenuta tra il 1888 e il 1890. Le antiche cave di zolfo che si aprivano all’interno del cratere, date in concessione allo scozzese James Stevenson, vennero abbandonate rapidamente e al loro posto, lungo fratture la cui evoluzione viene attentamente monitorata dai vulcanologi, è oggi presente un’intensa attività fumarolica, con temperature che superano i 600° C e notevoli incrostazioni sulfuree. La visita alla sommità del vulcano, che non comporta alcun pericolo per gli escursionisti, permette inoltre di godere di una splendida vista sulle altre isole dell’arcipelago e sulla vasta “caldera” di Lentia, risultato di un imponente collasso vulcano-tettonico, al centro della quale intorno a 10.000 anni fa si è formata la Fossa. Questa escursione rappresenta anche un “viaggio” a ritroso attraverso le tappe che la vita vegetale compie durante la colonizzazione dei vulcani: la parte basale ospita formazioni a ginestra del Tirreno (Genista tyrrhena), una Leguminosa endemica che in poco più di un secolo ha costituito una densa boscaglia sui depositi di sabbia prodotti durante l’ultima eruzione; più in quota, si incontrano soltanto piccoli aggruppamenti di piante pioniere, come l’erba romice (Rumex bucephalophorus) o poche graminacee, che lasciano gradualmente spazio alle aride pietraie della parte sommitale.

DURATA CIRCA 3 ORE - DIFFICOLTA' MEDIA

POSSIBILITA' DI ALTRI PERCORSI DA CONCORDARE

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TREKKING LIPARI

Le cave di caolino, oggi abbandonate ma utilizzate già in epoca greca, si aprono sul versante occidentale dell’isola, a poca distanza dall’abitato rurale di Quattropani, affacciandosi sui “timponi” (le formazioni più antiche di Lipari, emerse circa 220.000 anni fa). Il sentiero costeggia le pareti della cava, dove antiche fumarole hanno prodotto vistose policromìe, frutto delle alterazioni delle rocce, un campo fumarolico tuttora attivo, che testimonia come l’isola sia ancora oggi interessata da attività vulcanica, e le pareti tufacee di Timpone Pataso, dove si osservano i depositi stratificati che hanno riempito il lago che esisteva intorno a 100.000 anni fa, finendo per includere anche la sua flora ripariale; tra le specie fossili più comuni la palma nana, ancora oggi piuttosto diffusa nella zona tanto da averne ispirato il toponimo (Palmeto). Questo versante dell’isola si presenta ricoperto da estese praterie a barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta), di grande rilievo paesaggistico; in primavera questi ambienti sono animati dalla vistosa fioritura di molte orchidee spontanee, mentre lungo il sentiero si apre una piccola vasca artificiale che raccoglie le acque di una sorgente termale. La costa è, per buona parte dell’anno, il regno del gabbiano reale (Larus cachinnans) e sulla falesia si possono osservare gli accumuli di ciottoli levigati di un’antica linea di riva, quando il livello del mare era più alto dell’attuale. Superato Vallone dei Lacci, il sentiero risale verso le terme di San Calogero, un edificio ottocentesco alle cui spalle sorge una piccola tholos che, forse, rappresenta il più antico “stabilimento termale” noto al mondo e l’unico esempio di architettura micenea rinvenuto fuori dall’Egeo. Da qui ci si immette nella rotabile o, imboccando un ultimo tratto di sentiero in pietra, si raggiunge l’abitato di Pianoconte.

DURATA CIRCA 3/4 ORE - DIFFICOLTA' MEDIA

POSSIBILITA' DI ALTRI PERCORSI DA CONCORDARE